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Come funziona la fertilità maschile e i consigli per sostenerla
Benessere

Come funziona la fertilità maschile e i consigli per sostenerla

Scopri cosa si intende per fertilità maschile e i modi per aumentarla in modo naturale.

Silvia Chiafele
Silvia Chiafele
Pubblicato il: 13/4/2022
5 min.

Della fertilità maschile se ne parla poco se paragonata a quella femminile, eppure anche gli uomini potrebbero andare incontro ad una sorta di orologio biologico o a fattori che influiscono sull’aspetto riproduttivo.

Fertilità maschile: in cosa consiste

Con il periodo della pubertà (10-15 anni), l’ipofisi viene stimolata a produrre alcuni particolari ormoni, che iniziano a controllare la funzione riproduttiva maschile. L’ormone LH, ad esempio, è l’ormone luteinizzante presente anche nella donna, che controlla il funzionamento delle gonadi. Nell’uomo esso è essenziale per stimolare le cellule dei testicoli a secernere testosterone, l’ormone steroideo appartenente al gruppo degli androgeni.

La fertilità maschile ha due importanti funzioni: la spermatogenesi, ovvero la produzione di sperma; e l'eiaculazione, cioè l’espulsione dello sperma grazie al quale può avvenire la fecondazione della cellula uovo femminile.

Si può parlare di età fertile per gli uomini?

A differenza della fertilità femminile che è di tipo ciclico e mensile (ovulazione), la fertilità maschile è ipoteticamente sempre attiva, perché il processo di spermatogenesi continua per tutta la vita.

Dopo la pubertà, infatti, gli uomini possono considerarsi sempre fertili (salvo casi di sterilità), anche perché viene preservata una costante quantità di cellule staminali all’interno del testicolo. Più nel dettaglio, ogni 16 giorni inizia un nuovo ciclo di spermatogenesi, maturando circa in 64-74 giorni.

Tuttavia, esiste un periodo in cui l’uomo è più fertile. La curva della fertilità maschile tende a rimanere alta fino ai 30 anni, mentre inizia a scendere con l’avanzare dell’età, quando la produzione di spermatozoi diminuisce e la qualità dello sperma peggiora.

A ciò, si aggiunge il progressivo calo di testosterone e il rallentamento della motilità degli spermatozoi: la loro salita verso l’ovulo risulta più difficoltosa, ma non impossibile, soprattutto se la fertilità continua ad essere stimolata.

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Ricapitolando, a quale età l’uomo è meno fertile? Già dai 30 anni inizia un lento processo di declino della fertilità maschile, ma è soprattutto dopo i 60-65 anni che i suoi effetti si fanno più lampanti.

I fattori che incidono sulla fertilità maschile

Esistono dei fattori e degli stili di vita che possono contrastare la fertilità maschile. Tra questi segnaliamo:

  • Abitudine di fumare o di bere tanto alcol. Il fumo peggiora i parametri spermatici, alterando pure il DNA degli spermatozoi; mentre l’alcol può diventare il co-responsabile dell’arresto della spermatogenesi;
  • Diete scorrette e obesità. Quest’ultimo fattore alza i livelli di insulina nel sangue, provocando nell’uomo un calo del testosterone e un generale disequilibrio del sistema ormonale. Inoltre, anche la spermatogenesi appare alterata, traducendosi in un numero più ridotto di spermatozoi nello sperma (oligozoospermia) e con una minore motilità;
  • Inquinamento e contatto con sostanze tossiche, che possono interferire con il normale funzionamento del sistema endocrino;
  • Temperatura elevata per un tempo prolungato. Affinché gli spermatozoi sopravvivano è importante che si trovino ad una temperatura di circa 35°; se dovessero essere sottoposti a temperature elevate per un lungo periodo, la loro salute peggiorerebbe.
  • Elevato livello di stress;
  • Disfunzione sessuale (come quella erettile);
  • Alcuni farmaci, che potrebbero avere un effetto soppressivo sulla fertilità dell’uomo. Si tratta molto spesso di antibiotici, antinfiammatori, antipsicotici e steroidi anabolizzanti.
  • Trattamenti chirurgici dell’apparato genitourinario;
  • Infezioni urinarie, patologie e disturbi vari, come l’andropausa. Si tratta di un declino enzimatico testicolare, che accelera il calo di testosterone rispetto all’invecchiamento fisiologico. Questo disturbo influisce sia sulla sfera sessuale (calo del desiderio) sia sulla sfera psico-fisica (calo del tono d’umore, stanchezza mentale e muscolare, insonnia).

Quando alcuni fattori si fanno più gravi (soprattutto nel caso di malattie), l’uomo può diventare sterile. L’infertilità maschile riguarda l’insufficiente produzione di spermatozoi oppure l’alterazione della natura degli spermatozoi (motilità, morfologia, DNA); effetti che impediscono il concepimento.

I metodi naturali per aumentare la fertilità maschile

Per capire come aumentare la fertilità maschile in modo naturale è fondamentale ricollegarci ai fattori che la inibiscono e correggere eventuali stili di vita, partendo dalla corretta integrazione dei nutrienti necessari.

1. Dieta per la fertilità maschile

L’alimentazione è una parte fondamentale del nostro benessere e per questo può essere utile introdurre alcuni cibi capaci di sostenere i valori della fertilità maschile, in particolare:

  • Frutta e verdura fresca, come le verdure a foglia verde, le mele, le fragole, gli agrumi. Questi sono ottimi antiossidanti che rallentano il danno cellulare dallo stress ossidativo e migliorano l’attività degli spermatozoi.
  • Legumi, in cui sono presenti buone quantità di fibre, vitamina C, vitamina E, zinco, folati e beta-carotene, che sostengono lo stato di salute degli spermatozoi.
  • Pesce azzurro, carne magra, uova e latticini sono anch’essi cibi che aiutano a combattere i radicali liberi, i nemici n°1 della fertilità nell’uomo. Essi prevengono i difetti legati alla fertilità maschile anche grazie alle proteine che contengono. Una buona quantità proteica, infatti, stimola la motilità degli spermatozoi e preserva la loro morfologia. Inoltre, carni come quelle di manzo e di pollo, così come molluschi, sardine e sgombro, vantano di possedere una buona quantità di coenzima Q10, che aiuta l'uomo ad essere più fertile. Questa molecola, infatti, svolge un ruolo importante per la produzione cellulare (inclusi gli spermatozoi) ed è un potente antiossidante.
  • Frutta secca, spezie e semi, come noci, curcuma, zafferano, semi di zucca, quinoa, sono abbondanti di zinco, un minerale essenziale per la salute degli spermatozoi e anche un valido alleato contro la prostatite.

Alcuni di questi alimenti per la fertilità (molluschi, rucola, spinaci, pistacchi, spezie) sono considerati anche ottimi cibi afrodisiaci, proprio in virtù delle loro vitamine e sali minerali, che migliorano la circolazione sanguigna e la salute dello sperma.

2. Integratori per la fertilità maschile

Quando si parla di integratori per la fertilità maschile dopo i 50 anni è facile che vengano in mente soluzioni estreme e con risultati di breve durata. In verità, con l’introduzione dei giusti micronutrienti è possibile dare supporto alla fertilità dell’uomo in maniera continuativa a qualsiasi età.

Soprattutto per gli uomini più maturi può essere particolarmente indicato iniziare con un integratore dopo i 50 anni per poter prolungare e sostenere al meglio il periodo fertile. A proposito di ciò, l’integratore per uomo over 45 di VitaVi contiene alcuni ingredienti fondamentali per il sostegno della fertilità, tra cui:

  • Vitamina D3 Vitashine™, in grado di aumentare i livelli di calcio nello sperma e di rendere gli spermatozoi più attivi e mobili. Questa vitamina, inoltre, aiuta a mantenere in salute le ossa e agisce sul sistema immunitario.
  • Zinco bisglicinato da Albion Minerals®, essenziale per il mantenimento dei normali livelli di testosterone nel sangue e per proteggere le cellule dai radicali liberi. La formula usata da VitaVi è, tra l’altro, biodisponibile, ovvero altamente tollerata dall’organismo.
  • Selenio, utile per mantenere la qualità e la quantità di spermatogenesi.
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Ma gli integratori servono anche all’uomo più giovane che vuole aumentare la sua fertilità naturalmente. Ad esempio, può affidarsi all’assunzione del multivitaminico uomo V / Essential Uomo 20, che contribuisce a sostenere l’attività ormonale e la spermatogenesi.

Per la fertilità dell’uomo giovane rimane fondamentale il giusto apporto di selenio e di zinco, per mantenere attiva la fertilità e stabili i livelli di testosterone nel sangue. Inoltre, gioca un ruolo fondamentale la vitamina B6, che favorisce la regolazione dell’attività ormonale.

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3. Stile di vita sano

Per uno stile di vita sano in grado di stimolare la fertilità dell’uomo, si dovrebbe:

  • Evitare il fumo e l’abuso di alcol per avere uno sperma qualitativamente migliore. È ormai un fatto conclamato che smettere di fumare aumenta la fertilità maschile.
  • Controllare il peso, evitando di esagerare con cibi che fanno ingrassare e praticando piuttosto un po’ più di sport. I benefici dell’attività fisica e di un’alimentazione sana, infatti, possono aumentare i livelli di testosterone nel sangue. Consiglio da seguire in particolare per gli uomini più maturi, che, data l’età, sono più propensi ad una diminuzione della massa magra a favore di quella grassa.
  • Gestire lo stress prolungato, dedicandosi ad attività ricreative che rilassano la mente e distendono i muscoli. Potrebbero essere degli sport rilassanti come lo yoga o il pilates o riscoprire i benefici della corsa anche dopo i 50 anni.
  • Prediligere ambienti freschi ed evitare luoghi con temperature elevate per troppo tempo, ad esempio le saune, i bagni idromassaggio, sport come la bicicletta, che tende ad aumentare la temperatura delle parti intime. Altre accortezze da tenere in considerazione sono i sedili riscaldati delle auto e i materassini riscaldanti.
  • Fare visite periodiche e limitare l’assunzione di farmaci che inibiscono la fertilità dell’uomo.

In conclusione, neppure l’uomo è esente dall’inesorabile scorrere del tempo e la sua fertilità può essere compromessa in anticipo se non vengono seguiti alcuni consigli per stimolarla.

Se si vuole aumentare la fertilità maschile, anche in età avanzata, è allora importante dedicarsi a sane abitudini, che vanno dalla dieta all’integrazione alimentare, dallo sport al relax.

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